
La musica classica e quella cosiddetta colta in generale, ha subito
negli ultimi trenta anni un allargamento dei propri confini,
toccando campi di interesse ed applicazione impensabili all’inizio
del novecento. Infatti a partire dagli anni ’70 abbiamo assistito
all’ingresso
dei sintetizzatori prima e dei computer dopo, in settori
che vanno dalla composizione all’esecuzione, soprattutto di musica
contemporanea. Da questo è nata l’esigenza di amplificare
queste nuove fonti sonore frutto di elaborazioni elettroniche spesso
eseguite in tempo reale (quello che prende il nome di “live electronics”).
Parallelamente però è andata crescendo soprattutto nell’ultimo
decennio, nella musica contemporanea come nella musica classica,
sia all’aperto che in spazi non adatti acusticamente, l’esigenza
di ottenere un risultato "trasparente", che non dia allo spettatore
la sensazione di ascoltare uno spettacolo amplificato. La
qualità delle
registazioni digitali ha infatti profondamente modificato
le abitudini del pubblico dei concerti, che oggi si aspetta un ascolto
ottimale anche in luoghi non deputati alla musica.
Per ottenere ciò abbiamo formato, nel corso degli anni, un team
di persone che comprende fonici e operatori provenienti da
diverse Nazioni.
Parallelamente sono stati effettuati investimenti per acquisire
i materiali e le tecnologie più idonee.
Si è voluto anche
guardare agli esempi provenienti da strutture straniere ed italiane (a
dire il vero assai poche) operanti in questo settore, creando con alcune
di esse, una stretta collaborazione.